SUSTAINABLE WINE – Vini italiani certificati ad alto valore aggiunto è un programma integrato di filiera dedicato alla sostenibilità e alla competitività del settore vitivinicolo italiano.
Il progetto nasce per accompagnare le imprese verso un modello nel quale sostenibilità ambientale, sociale ed economica diventino parte integrante della gestione aziendale e possano essere misurate, certificate e comunicate in maniera trasparente.
Il cuore di SUSTAINABLE WINE è l'implementazione di un Sistema di Gestione della Sostenibilità.
Le aziende vengono accompagnate nell'integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile all'interno dell'organizzazione e dei processi produttivi, attraverso l'adozione dello Standard Equalitas SOPD o del Programma VIVA.
La sostenibilità diventa così una strategia aziendale pianificata, integrata nei processi produttivi, valutata attraverso indicatori e, infine, validata da soggetti terzi.
SUSTAINABLE WINE adotta una concezione multidimensionale della sostenibilità. Gli standard applicati prendono infatti in considerazione le buone pratiche in vigneto, quelle relative a cantina, imbottigliamento e condizionamento, gli indicatori di impatto ambientale, ma anche aspetti socioeconomici quali la sicurezza e i diritti dei lavoratori e le modalità con cui le aziende comunicano i propri risultati.
SUSTAINABLE WINE coinvolge 11 beneficiari diretti, tutti firmatari dell'Accordo di Filiera. Le aziende sono unite da un percorso comune che comprende investimenti produttivi, adozione dei sistemi di sostenibilità, certificazione e promozione. Il progetto punta così a costruire una filiera capace di utilizzare un messaggio condiviso, fondato non su dichiarazioni generiche ma su performance e certificazioni riconoscibili.
La collaborazione tra le imprese consente inoltre di condividere esperienze e buone pratiche e di rafforzare le sinergie commerciali tra produttori appartenenti a territori e denominazioni differenti.
SUSTAINABLE WINE ha una durata prevista di 79 mesi e interessa Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Sicilia, prevedendo una spesa ammissibile complessiva di circa 48,5 milioni di euro al netto dell'IVA.